Come in negozi "fisici" (b&m) possono combattere l'avanzare dello shopping online?

Il Retail è in una fase di grande, affascinante e profondo rinnovamento, molto pìù intenso e veloce di quanto avvenuto negli ultimi cinquant’anni. Il tutto spinto dalla naturale evoluzione di internet sempre più impiegato per fare di tutto. L’e-commerce diventerà il mezzo sempre più utilizzato per gli acquisti, raggiungendo una virtualità tale da rendere la percezione del prodotto al consumatore tendente al “reale”.

Internet, gli smartphone, i social network stanno trasformando il modo in cui i consumatori interagiscono con il prodotto. Il negozio “fisico” (brick & mortar retail = mattone&malta) dovrà affinare le armi e ripensare alle proprie strategie di vendita per non vedere erose le sue quote di mercato. I retailers che non percepiscono ed attuano il cambiamento sono destinati alla fine del proprio progetto economico.

Un vero imprenditore interpreta il cambiamento come un opportunità per ricercare nuove soluzioni che non solo permettono il mantenimento della redditività ma spesso determinano, attraverso una strategia vincente, una possibilità di incremento del proprio business. E’ interessante nella visione globale di un sistema di business in estremo cambiamento cercare di definire una possibile ricetta per migliorare la competitività nel punto vendita tradizionale. Download Articolo

L’illuminazione nel negozio o punto vendita. Illuminare è vedere!

…La vista è il primo senso che si accende nel processo mentale che porta all’acquisto del bene/prodotto.

Le varie tipologie di luce oltremodo stimolano le più disparate emozioni quali: calore, intimità, benessere o positività, tristezza, ansia, attenzione e molto altro.

Ecco che il progettista, designer o architetto, sapientemente, può creare suggestioni tali da rendere l’ambiente dedicato alla vendita una alchimia di emozioni che a livello subconscio facilitano l’acquisto emozionale. Una percentuale elevata dei fattori che determinano la redditività del punto vendita è legata alla corretta illuminazione. Tralasciamo, per il momento, il design del corpo illuminante, non per questo meno importante della illuminotecnica, di cui ne parleremo approfonditamente nella prossima pubblicazione.

La “luce” nel punto vendita sostanzialmente si divide in due tipologie:

Luce d’ambiente o generale
Corrisponde all’illuminazione generale, diffusa ed uniforme dell’area conviviale o di passaggio del punto vendita. Generalmente non è una luce ad altissima intensità (lux) in quanto non deve essere predominante o distogliere attenzione al prodotto allocato. I corpi illuminanti non devono prevedere luce a spot o localizzata (tranne in alcune soluzioni sceniche particolari) ma una luce con apertura del fascio luminoso abbastanza ampio. Inoltre la temperatura di colore (identifica la tonalità di bianco della luce emessa) è in genere “calda” (dai 3000°K ai 3500°K).



Luce focalizzata
Puntata sul prodotto: in esposizione perimetrale, centro area o in vetrina. Identifica, accende il prodotto esposto, focalizza l’attenzione ed esalta il particolare. In genere ha una intensità elevata (lux) ed un cono di luce più ristretto e netto rispetto alla illuminazione generale. Può creare effetti scenici con luce ed ombre calcolate o coni di luce sovrapposti che enfatizzano l’appeal del prodotto esposto. La temperatura di colore è in genere “fredda” (dai 4000°K ai 6000°K), dipende però dal prodotto esposto:

• prodotti in legno, pelle, oro ecc. si utilizzano luci calde (3000°K – 3500°K)
• Capi di abbigliamento o tessili, tonalità di colore medie (4000 °K).
• Prodotti “tecnologici” quali occhiali, gioielli, cristallo acciaio, argento sono indicate tonalità di colore più fredde (4500 °K 6000°K)

L’esposizione in teca o nicchia è particolarmente indicata per articoli di piccolo formato quali occhiali, gioielli, oggettistica etc.. L’esposizione selettiva descritta, enfatizza l’esclusività del prodotto e, nel caso specifico, è indicata una illuminazione a Led “fredda” di ultima generazione che “accenda”, ulteriormente, il prodotto.

La tendenza, in particolari situazioni, è di impiegare degli appositi faretti a led con un dispositivo che vari continuamente la temperatura colore del bianco creando una ambientazione dinamica che renda vivo e mutevole il prodotto esposto.



Altro fattore importantissimo da considerare nell’elaborazione dell’illuminotecnica del negozio è l’indice di resa cromatica (RA) delle lampade impiegate per la luce focalizzata sui prodotti esposti. RA indica il valore di fedeltà dei colori illuminati e viene espresso con una scala che và da 100 a 0.

Un ottimo indice di resa cromatica deve essere RA>= 90. In questo caso non si percepiscono alterati i colori dei prodotti esposti (fondamentale per i capi di abbigliamento o le montature degli occhiali che presentano delle tonalità o finiture che esaltano il pregio del prodotto). Le sorgenti luminose tradizionali quali: lampade ad incandescenza, ad alogeni, fluorescenti stanno per essere definitivamente soppiantate da lampade a tecnologia a LED.

Le sorgenti a Led sono in continua evoluzione in termini di riduzione di consumo energetico, efficienza luminosa, durata, e, non ultimo, a prezzi molto più concorrenziali rispetto a pochi anni fa.

Teniamo inoltre presente che sono classificate come energia verde e godono di eventuali agevolazioni fiscali, in Italia, per il risparmio energetico anche per l’anno 2014.